Buon appetito rivoluzione PDF Stampa E-mail

Torna con “Le Cucine della Locomotiva” l’atteso appuntamento organizzato a Reggio Emilia dal Centro Studi Cucine del Popolo. Cibi, sogni, utopie per digerire meglio l’esistente. Quest'anno Mura, Maggiani, Giuglielmi...

manifesto Le cucine della LocomotivaAppuntamento l'1, 2 e 3 di ottobre 2010 sempre a Massenzatico, in provincia di Reggio Emilia, dove nacque la prima Casa del Popolo italiana, voluta da Camillo Prampolini che profeticamente ricordava “Uniti siamo tutto, discordi siamo nulla”. Tre giorni, da venerdì 1 a domenica 3 ottobre, dedicati al cibo ed ai suoi legami con la realtà, la politica e la vita quotidiana delle persone. Cibo come cartina tornasole del mondo in cui si vive e delle sue brutture come del mondo in cui si vorrebbe vivere e delle sue piacevoli e appetitose novità.

A promuoverlo, come sempre, il Centro Studi Cucine del Popolo – quest'anno assieme alle locali Anpi, Arci, Cgil, FAI Reggiana, Rifondazione Comunista-Federazione della Sinistra e Sinistra Ecologia Libertà -, nato sull’onda dello straordinario successo della prima edizione di questa kermesse politico-culinaria. Un progetto biennale partito nell’ottobre 2004 con “Le Cucine del Popolo-La rivoluzione a tavola” e continuato nel 2006 con “Le Cucine Letterarie-Tavola proletaria e narrativa sociale” e nel 2008 con “Le Cucine dell’Utopista-Viaggi, sogni, bisogni, rivoluzioni”.
L’edizione 2010 si intitola “Le Cucine della Locomitiva - Visioni, migrazioni, movimenti,liberazioni
” e dopo avere esplorato i ricettari delle rivoluzioni, delle avanguardie letterarie e delle utopie più o meno realizzate, l’obiettivo è quello di approfondire la cucina dei viaggi e dei viaggiatori, di chi si mette in moto per fuggire da un mondo o per costruirne un altro. Da qui la Locomotiva motore di migrazioni e rivoluzioni, delitti, rivolte, amori ed emozioni, guidata dalla quella categoria sulfurea di lavoratori che erano i ferrovieri, gli unici che sapevano domare quel mostro sbuffante e nel contempo propagandare idee di rivolta e di giustizia.

Centinaia le persone che nelle precedenti tre edizioni hanno partecipato ai convegni, happening, mostre e presentazioni di libri che si concludono tradizionalmente con il “Veglionissimo Rosso” con menù socialista del 1901. Dallo scomparso e indimenticabile Edoardo Sanguineti che proprio durante il convegno ripropose provocatoriamente, scandalizzando i media e i politici, la necessità dell’ “odio di classe”, agli scrittori Carlo Lucarelli e Paolo Nori sino ad arrivare a Maurizio Maggiani, atteso per l’edizione 2010, con un intervento su “La cucina dei viaggiatori notturni”.
Insieme a loro, nel momento convegnistico che occupa la giornata di domenica, molti dei principali studiosi di storia sociale e politica del nostro paese quali Antonio Canovi, Giorgio Sacchetti, Alberto Capatti e Franco Schirone. “Spirito guida libero e libertario” del progetto resta l’enologo Luigi Veronelli che con i suoi stimoli contribuì alla nascita del progetto “Cucine del Popolo” e che sarà ricordato con l'apposizione di una targa sull'ex Cooperativa di Consumo nella serata di venerdì 1° ottobre dal giornalista Gianni Mura. Come da tradizione attesi partecipanti da tutta Italia, dalla Francia e dalla Svizzera. Nella scorsa edizione furono un migliaio quelli che vissero le tre giornate di cibo e politica e trecento quelli che affollarono il Teatro Artigiano per il Veglionissimo Rosso.

Buon appetito, rivoluzione.

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