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Iraq 1991: Reggio Emilia risponde con lo sciopero generale contro la guerra. Proiezione video PDF Stampa E-mail

Reggio Emilia sciopero generale 1991 contro guerra iraqVenerdì 5 giugno

Iraq 1991: Reggio Emilia risponde... no alla guerra! Sciopero Generale!

h. 20 cena

a seguire: Proiezione del documento video sullo sciopero generale autorganizzato contro la guerra del 22 febbraio 1991 (58') e incontro con i protagonisti dell'evento

 

Il 17 gennaio 1991, per la prima volta dopo la fine del secondo conflitto mondiale, l'Italia entra in guerra, a fianco degli Stati Uniti e della Nato.
Il pretesto portato avanti dall'intero Parlamento italiano, con pochissime eccezioni, è quello di difendere il Kwait dall'invasione irachena.
La motivazione vera era, e resta, il petrolio.
Il disastro che quella sciagurata decisione provocò nei 25 anni a venire è sotto gli occhi di tutti, anche perchè, non contenti di quanta morte e distruzione portò quell'infausta avventura, Nato, Stati Uniti ed Europa continuarono sulla stessa strada tanto da assuefare la gran parte dei cittadini. Chi si mobilità infatti oggi contro le varie guerre, se non un piccolo sparuto gruppo di pacifisti/antimilitaristi?

Non fu così nel 1991, almeno a Reggio Emilia.
Già la mattina dello scoppio della guerra le strade della città si riempirono di decine di migliaia di persone che spontaneamente manifestarono contro quella scelta.
Si era rotto un tabù che durava dal 1945: bombardieri e militari italiani tornavano ad uccidere persone di altri paesi con l'avvallo ufficiale del Parlamento e di gran parte dei media.

Nel pomeriggio del 17 gennaio in Piazza Prampolini fu montata una grossa tenda che divenne presidio permanente contro la guerra per 60 giorni, da lì partivano e/o passavano iniziative di vario genere, dalle veglie di preghiere ai cortei cittadini. Da lì partì subito una raccolta di firme per indire uno sciopero generale nazionale per fermare quel massacro; le firme raccolte furono molte migliaia ma nessuna organizzazione sindacale ebbe la forza e il coraggio di assumere quella richiesta.
Fu così che tanti liberi cittadini che partecipavano a quel presidio decisero di muoversi in prima persona e, appoggiandosi ad uno sciopero generale proclamato a livello nazionale da un sindacato di base, lavorarono per preparare una grande giornata di mobilitazione contro la guerra.

Questo fu infatti il 22 febbraio 1991 con un corteo di 3000 persone che percorsero il centro della città al mattino e la piantumazione di decine di piante di ciliegio, simbolo di pace nel mondo orientale, al pomeriggio.
3000 persone che sfidarono le diffide (scritte) delle dirigenze aziendali (come quella del dirigente del personale del Comune di Reggio Emilia che diffuse un comunicato dove si sosteneva che quello sciopero era illegale) e sindacali (come quella della Cgil cittadina che diffuse una volantino che invitava a non aderire allo sciopero indetto dagli "amici di Saddam").

A quasi 25 anni da quell'evento, ci vogliamo ritrovare per guardare assieme un documento che racconta un pezzetto di storia della nostra città, ma anche un pezzo di storia che ha riguardato il mondo intero e che ha avuto pesanti ricadute che continuano fino ai nostri giorni... anzi, nonostante l'evidente fallimento di quella politica, nessun governo occidentale ha cambiato direzione... la guerra resta sempre l'unica soluzione che i vari governi sono in grado di mettere in campo in qualsiasi situazione di conflitto.

Dedichiamo questa giornata a due grandi protagonisti di quella giornata che ora non ci sono più: Paride Allegri e Priama Gelati.

Organizzato da Pollicino Gnus e Cucine del Popolo

Presso Circolo Arci Cucine del Popolo
via Beethoven 78/e - Massenzatico (RE)

info 340 7693229  ||  facebook: Centro Studi Cucine del Popolo

 

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